La letteratura russa spaventa. È lunga, i nomi sono impronunciabili e i personaggi sembrano sempre sull’orlo del collasso emotivo. Eppure è anche la più viva, la più fisica, la più urgente che esista. Ecco cinque romanzi russi che dovresti leggere — o rileggere.

1. Il giocatore – Fëdor Dostoevskij

Meno famoso dei grandi fratelli, scritto in 26 giorni per pagare un debito (Dostoevskij era lui stesso un giocatore incallito), è forse il romanzo più moderno dello scrittore. Breve, frenetico, psicologicamente devastante. Il personaggio di Polina è tra i più affascinanti di tutta la letteratura mondiale.

2. Anna Karenina – Lev Tolstoj

Sì, lo so: lo conosci già. Ma l’hai letto davvero? Non come una storia d’amore tragica, ma come il ritratto spietato di una società che distrugge chi osa uscire dai binari. Il personaggio di Levin — alter ego di Tolstoj — è quello su cui vale la pena concentrarsi.

3. Oblomov – Ivan Gončarov

Un uomo che non riesce ad alzarsi dal letto per la prima metà del romanzo. Sembra assurdo, eppure è il ritratto più preciso che sia mai stato fatto della procrastinazione, dell’inerzia esistenziale, del desiderio di vita che si scontra con l’incapacità di viverla.

4. Il reparto numero 6 – Anton Cechov

Un racconto lungo, tecnicamente, ma che contiene più idee di molti romanzi. Un medico di manicomio comincia a trovare i suoi pazienti più interessanti del mondo esterno. Lenin disse di averlo letto e di essersi sentito rinchiudere in una stanza. Dice molto su Cechov.

5. Il dottor Živago – Boris Pasternak

Non il film. Il libro. Che è tutta un’altra cosa. Una storia d’amore attraverso la Rivoluzione, certo, ma anche una meditazione sulla poesia, sulla storia e su cosa significa rimanere umani quando la storia ti travolge. Pasternak vinse il Nobel per questo libro nel 1958 e fu costretto a rifiutarlo.

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